Altro che VERDON!
Nel deserto delle Boje Panatere….
È il fatidico sabato mattina del 1° luglio, quando con Danina al seguito arrivo a Debouché
sotto un cielo blu intenso, dal quale ancora non so quali tegole stanno per pioverci in testa.
Come al solito destiamo l’interesse degli astanti, grazie anche all’arrivo holliwoodiano di Mita,
contromano sulla XT e con il casco appoggiato sopra i capelli a mò di corona...
così dopo aver incollato la borsa di Elena sul sellino andiamo a raccattare Chanel al Leroy Merlin.
Devo dire che anche l’arrivo di Chanel è stato scenografico, è entrata nel parcheggio
veleggiando come l’Amerigo Vespucci, c’è stato un momento di silenzio rapito...
e poi abbiamo ricominciato a sparare le solite cazzate. Insomma, mica c’è tempo da perdere, è un toporaduno o cosa?!?!?
Quindi via per la statale, e immagino che qualcuno si sia premurato di telefonare a tutte le polisportive del Piemonte
per far in modo che nemmeno quest’anno ci mancassero i ciclisti!
Come al solito mi metto alla testa del gruppo, con la sindrome del pastore che mi porta a viaggiare strabica,
con un occhio alla strada e l’altro allo specchietto retrovisore,
sai mai che le mie pecorelle si smarrissero nelle lande desolate tra Moncalieri e Carmagnola...
il Deserto delle Boje Panatere non perdona!
Che caldo, ma che bello, in mezzo ai campi dorati le trebbiatrici sembrano le macchine spaziali di Star Wars.
i getti degli irrigatori creano piccoli arcobaleni... gli uccellini volano sui prati...
DIFFIDARE DI TUTTI QUESTI SEGNI RASSICURANTI!
È la solita quiete prima della tempesta.
La tappa panino la facciamo ad Ormea, devo ristorarmi dopo aver stracciato ed umiliato camion,
utilitarie di pensionati e jeep alimentate a pattume.
il tranquillo paesino montano è un po’ scombussolato dal nostro arrivo, persino il concetto di "caffé al bar"
pare vacillare negli occhi spiritati del cameriere.
Intanto Chanel comincia a declamare oscure profezie, e ciò che predice si avvera…brrr!!!!
Sì, ho rallentato in cima alla salita del Nava, ma solo perché è posto tipico da carabinieri!
E poi dovevo vedere se c’era una certa Honda parcheggiata al bar. Non c’era. Gli è andata di lusso.
La discesa verso il mare ci avvolge nel caldo soffocante che finora ci aveva risparmiato.
Neanche presa in considerazione la deviazione che avevo proposto, un giro cultural-naturalistico sulle Alpi Liguri,
in una riserva naturale... Danina minacciava di lanciarsi vestita in piscina lasciando affiorare solo gli anfibi.
La terribile visione mi ha fatto desistere! E così è stato.
Il pomeriggio assolato e terso ci ha visto sguazzare in piscina nel miglior stile topo bagnato,
con l’arduo compito di far passare il tempo fino all’ora di cena, cosa che ci è riuscita benissimo,
dato che ci eravamo già allenate molto lo scorso anno.
Ed è proprio a cena che la situazione comincia a precipitare:
la Honda emette fumo bianco, e dato che il Papa già l’hanno eletto…..la cosa è sospetta.
Neanche la focaccia di Recco riesce a distogliermi dalle mie preoccupazioni.
E infatti nel rientrare in campeggio quasi avveleno Elena che mi segue per monitorare la situazione.
Prima che la Protezione Civile entri in allerta per il fumo, spengo la moto e cerco di annegare il dispiacere
nel brindisi per il mio compleanno... con un certo successo, devo dire!
E così dopo aver festeggiato alla grande con le mie amiche, crollo sul letto lasciando chi a chiacchierare fino all’alba,
chi a russare, chi a chiedersi perché dormo con i piedi per aria.
L’alba del day after. Sole. Caldo. Afa già dal mattino presto. Alzarsi? Forse.
Voglia di andare in moto….così così. Voglia di mettersi la tuta: zero.
Scatta il piano 2: colazione al bar (dopo aver chiuso a chiave Ali che non si sveglia), spesa estiva per un pranzetto leggero,
svacco totale in piscina.
Il tutto condito dalla prospettiva di vedere il Motogp sulla tv che miracolosamente prende anche Italia 1.
In realtà lo spettacolo vero è dato da Simo che va tenuta ferma mentre smadonna contro Pedrosa e soci...
durante l’intervista a Vale Rossi avremmo anche potuto nasconderle la RSV, era così rapita che non se ne sarebbe accorta!
E dopo il Motogp, il colpo di grazia: siamo ormai tramutate in tope da piola, l’ultimo gradino dell’abbrutimento è GIOCARE A CARTE!!!!!
Ci lanciamo in un improbabile torneo di pinacola che prosegue anche in piscina, dove Chanel minaccia alcuni ragazzini molesti
di sbranarseli crudi ( troppi tuffi, troppo casino, e come si fa a giocare seriamente a Machiavelli, insomma!).
Danina è ripartita per casa, lasciando noi nel deserto delle boje panatere a combattere contro il sole,
i gechi e a pensare alla cena…..dura vita.
Ma dato che siamo roditrici, il deserto non ci spaventa, soprattutto se la cena è degnamente accompagnata
e seguita da alcolici di varia natura; non avanza un grammo di pasta né un goccio di vino,
ormai stendiamo le zanzare ad alitate di grappa e limoncello.
Le moto? Riposano parcheggiate più in là, e fanno credere agli ingenui di passaggio che siamo appena rientrate da un lungo giro,
magari nel Verdon. Quel posto in Francia, con il canyon, la lavanda...
Alba del terzo giorno. Il consiglio di guerra si riunisce intorno alla Honda che, messa in moto, fuma come una rosticceria di Calcutta.
Non c’è altro da fare che lasciarla lì in attesa del recupero, mentre cerchiamo di combinare il puzzle degli equipaggi per il rientro.
E’ destino che io debba provare a guidare l’XT di Mita. Decido che se la prova andrà a buon fine, la guiderò fino a Ceva,
e da lì in poi ... ... ... ...
così prendo la strada che sale al paese poco più su, e dopo una partenza a sgummamento e un paio di cauti tornanti
scopro che esiste un mondo sopra i 200 cc, e che mondo!
Un mondo dove quando tiri il freno la moto si ferma, un mondo dove quando pieghi il polso l’accelerazione ti porta via dalla curva!
Insomma, un mondo di cui tanti mi avevano parlato, e che io non avevo ancora conosciuto...
al mio rientro il classico sorriso ebete della motociclista contenta tronca ogni commento.
Si parte! Nel migliore spirito da GéO Club Med, offro alle mie amiche un giro turistico della città di Imperia
tale da scaldare gli animi e gli oli motore (sento ancora lo sguardo assassino di Ali conficcato nella nuca...),
prima di lanciarmi CON CALMA alla scalata del colle di Nava.
E così ascendiamo una curva dopo l’altra, con Mita a bordo del cabinato di Chanel che scatta foto segnaletiche
della mia guida disinvolta con moto altrui (la sua!!).
A Pieve di Teco suggerisco una pausa pranzo: mossa sbagliata!
La belva da pista di Simo decide che il posto le piace molto e non vuole più andarsene da lì.
Ovviamente Simo non è d’accordo e tra le due inizia un litigio feroce, da una parte i porchiggiudi di Simo
e dall’altra il silenzio offeso della RSV.
L’ira funesta della nostra mascotte scuote le valli liguri, a nulla servono i nostri tentativi da calmarla...
non avendo a portata di mano un fucile caricato ad anestetico, proviamo a rabbonirla con un gelato.
Vi lascio immaginare la reazione. Persino le porte della chiesa si sono serrate!!!!
Dopo un paio d’ore di consulti, auscultazioni del mezzo, telefonate a meccanico, casa, Telefono Amico, ecc...
ecco che apre il meccanico del paese, assistenza Piaggio e trattorini vari. Andiamo a vedere cosa si può fare.
ed ecco che la malefica creatura riprende vita grazie ai cavi batteria.
Anche Elena compra un kit di cavi batteria, ma non fa in tempo a collegare i morsetti alle orecchie di Simo che lei già schizza via,
e non avremo più sue notizie fino a sera.
Ormai risollevate, riprendiamo la strada di casa, e a Ceva c’è il momento della verità: devo restituire l’XT a Mita,
che ringraziando per la crociera si congeda da Chanel.
Da Ceva a Torino mi aspetta un’altra nuova ed emozionante esperienza:
passeggera su Rocco, lo Shuttle di Alisa in servizio navetta autostradale.
Ricordo ancora con vergogna le manovre per salire sullo spazioso sellino posteriore...
quanto mi mancava il Medioevo e i suoi paranchi per installare gli armigeri a cavallo!!!
Ma una volta lì sopra, il missile da strada è decollato portando le due madamin fino a casa
(compresa la tappa rifornimento con sconcerto del benzinaio).
Seguendo le istruzioni di Alisa, non ho mosso un muscolo, mi sono appiattita per migliorare il CX
e ho respirato SOLO in corrispondenza delle colonnine SOS.
Con questi piccoli accorgimenti, tutto è filato più che liscio fino al casello di Carmagnola, dove il Telepass ha qualche dubbio
se farci passare o no, ma i gestacci mistici della mia guida compiono il miracolo:
la sbarra si alza ed arriviamo in un lampo a Rivoli. Giusto prima del temporale.
Anche quest’anno è stato bello, pur non facendo chilometri;
la compagnia ha resistito bene al caldo, all’alcool e ai guai meccanici!
Direi un gruppo ben rodato, queste Mototope...
Alla prossima, ma mai più d’estate!

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