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parola di mototopa
REPORT VERDON.



Il report serio l’ha scritto Mita, ora tocca a me!

Sabato mattina:
Debouché ore 8.45, fa già un caldo perlomeno mediterraneo.
Per un curioso fenomeno naturale siamo tutte puntuali.
Pronte alla migrazione come le creature selvagge.
Sudate come dei cammelli.

Grate a Livia per essere lì con la sua furgo-Punto che viene riempita di zaini, borse serbatoio,pacchetti pacchettini, tric-trac e bombe a mano...
Si parte! prendiamo la statale, allietate dalla presenza di corse ciclistiche, lavori in corso, buche,deviazioni, mezzi pesanti e processioni della Madonna.
Ah che bello andare in giro in moto!!
Mondovì, sosta tattica delle 3 B (benzina, bagno, bevande).

Il Nava ci aspetta(che aspetti pure, tanto dove deve andare???) e noi arriviamo.
Il Nava scorre placidamente sotto le nostre ruote.
Dopo la penosa traversata di Imperia, con temperature equatoriali,
ed essere scampate al tornantone mangia-moto di cui avevo accuratamente tenuta nascosta l’esistenza, arriviamo in campeggio.
Si scatenano: la fame il caldo il sonno la sete la voglia di far casino e stare insieme.
E splash! In piscina?..ah che bello far niente!!!!


Domenica mattina:
Le tope residue si accodano a me per la tappa di trasferimento Arma di Taggia Nizza.
Garantisco una media turistica ed anti-autovelox.

Le mie compagne di viaggio stringono amicizia con i passeggeri dei pullman che ci sorpassano…
negli specchietti ne vedo una che manda sms con il cellulare,
un’altra che si riattacca un bottone della tuta.
Ed eccoci al casello!!!!

Foto ricordo con tutte, meno Mita che sta cercando di fare causa alla società Autostrade
( o di farsi giustizia da sola? ..dal casello provengono urla selvagge)

la Francia è appena più in là, con i suoi motard, il traffico, i rond-points, il Beaujolais e il Camembert
la poesia ci svanisce non appena ci fermiamo al bar più scarso della Provenza:
per qualche bibita fresca l’oste ci spilla ben 24 EURI!!!!
Valutiamo seriamente l’ipotesi di bere la benzina verde.

In compenso la strada verso Grasse e poi verso Castellane è un vero scialo!
Le racing partono perché non riescono più a tenere i cavalli, io le guardo (??) sempre più lontane?
non ci sono più?..ma NO!! C’è Chanel che veglia su di me come l'angelo custode!
ma... che succede?
Tutte le racing ferme in un curvone all’ombra di un platano. Vorranno vedermi passare in derapata stile Joel Smets?
Sigh sigh, no, Tiziana ha voluto elaborare artigianalmente la sua moto e il suo ginocchio
(dice che altrimenti in curva raschia troppo) ed ora il gruppo sta intonando dei canti vudù per propiziare il seguito del viaggio.

Arriviamo a Castellane appena prima del temporale che accompagnerà a casa Elena, Simo, Daniela e Chanel.
Giusto il tempo di panini e saluti che il cielo si rannuvola e comincia a tuonare.
Ci separiamo e buon viaggio!

Tra curve bellissime e scenari spettacolari la Rive Gauche del Verdon ci porta al lago di Sainte Croix.
Ci scattiamo anche qualche bella foto, ci concediamo qualche istante di relax,

Annalisa trova persino il tempo di revisionare la parte inferiore della sua moto anche senza ponte!!
Benzina a Moustiers. Il caldo mi fa vedere i miraggi, dove ci sono le curve vedo dei bei rettilinei.
Il mio livello di guida è brutalmente calato e non ricordo quanta strada manca ancora all’hotel.
La mia moto sta cercando di trasformare la mia chiappa destra in un prosciutto al forno.
Ma il peggio deve ancora venire!

Dove i tornanti si fanno più stretti e insidiosi, un primo pullman ci rovina la festa.
Mita e Annalisa lo passano con scatto felino, io di felino non ho più nulla.
Tiziana resta con me perché le impedisco (involontariamente, giuro!!) il sorpasso a causa degli spazi ristretti.
Ringraziando la Madonnina delle 10 lire finalmente ce lo leviamo.
Comincio a vedere stambecchi, avvoltoi, Tiziana che mi lampeggia, tanto che mi fermo a chiederle cosa vuole!
Ovviamente sono tutte allucinazioni, l’acqua del Verdon emana vapori stupefacenti?
O piuttosto sarà il secondo pullman che mi cancella ogni panorama subito dietro ad una curva?
Dopo una serie infinita di porchiggiudi (miei) l’autista riesce ad accostare e noi scappiamo.
Finalmente l’hotel!!! Nemmeno il panorama mozzafiato dalla terrazza riesce a riscuotermi..
Collasso sotto la doccia.
Dopo aver ritrovato forma umana, per la precisione quella di Moira Orfei,

mi riunisco alle mie tre compagne per cenare.
Intanto Tiziana si è fatta una radiografia con la fotocamera digitale
e dice che non c'è niente di rotto,

e Mita ha cercato di prendere all’amo un pescatore.
La cena è bellissima, a lume di candela, con vetrata sullo strapiombo e temporale..
l’ideale per quattro amiche momentaneamente single!


Il Report Enrica SECONDA PARTE